PERCHE’ USARLO
Prima di tutto il Femidom è un’opzione in più per le donne che vogliono gestire in prima persona la propria sessualità e la propria protezione.
Il Femidom ti consente di non chiedere all’uomo di indossare il profilattico e quindi sei tu a decidere di usare le protezioni senza dover dipendere dal tuo patner
Per motivi biologici, socioeconomici o culturali, le donne sono da 3 a 8 volte più vulnerabili degli uomini all’HIV.
D’accordo: a prima vista non è molto eccitante a cominciare dal nome “Femidom” che sa di medicinale, ma anche il suo aspetto non è il massimo: una sorta di piccolo guanto trasparente senza dita che non invita di certo ad usarlo. Ma se alcune donne non ne sono state sedotte, quasi tutte invece trovano formidabile il fatto che esista qualcos’altro con cui proteggersi.
Senza bisogno di indossarlo subito prima di un rapporto, si può posizionarlo molto prima e dimenticarlo e ciò può favorire la spontaneità.
Il Femidom è refrattario al virus HIV ed a tutte le malattie sessualmente trasmissibili.
Il materiale di cui è composto il Femidom non altera la temperatura del corpo e ciò risulta molto gradevole. Per quanto riguarda l’uomo bisogna dire che il fatto di non dovere indossare il preservativo può facilitare l’erezione.
Per tutti, il preservativo femminile evita le allergie in quanto ipoallergenico.
ALCUNE ESPERIENZE DIRETTE
Dicono del Femidom...
Cecilia Blot-Vitalis, animatrice di AIDES Loira Atlantica, dice: “il preservativo femminile non è molto bello a vedersi, sembra così poco erotico. A differenza di quello maschile, che si indossa sul pene seguendone la forma, il Femidom si introduce nella vagina; se lo paragoniamo ad un assorbente interno, anch’esso deve essere applicato, accompagnato e ciò richiede un minimo di esercizio, ma ne vale la pena perché è un mezzo di contraccezione molto efficace”. Aggiunge Sonia: ”bisogna comunque avere confidenza col proprio corpo, e questo non è sempre possibile, specialmente per le donne alle prime esperienze sessuali”.
Più pragmatiche delle europee, le donne africane utilizzano molto il Femidom, incoraggiate dalle associazioni come Afrique Avernir, Ikambere o Ifafe (Iniziative delle Donne Francesi ed Europee), che lo promuovono attraverso brochures e pubblicazioni informative.
In Francia il Femidom è distribuito gratuitamente presso alcune associazioni come AIDES, in caso di scarsa pubblicità, prezzo eccessivo o poca reperibilità in farmacia.
Nicole Solier, del Ministero della Salute, fa notare che esiste ancora una forma di reticenza da
parte di alcuni ginecologi a proporlo. Lei sostiene che ciò avviene a causa di una cultura ancora poco diffusa ed anche una attitudine “machista” in atto. “Sarebbe meglio che fosse reperibile dappertutto, non solo in farmacia” sostiene ancora Sonia.
Alcune esperienze
Sonia, una donna di 31 anni, sieropositiva da 13, lo vede come una liberazione: “mi permette di prendere in mano la mia sessualità. Con il mio compagno ritroviamo sensazioni dimenticate, ci fa sentire meno estranei e più protetti. All’inizio non ero molto convinta di usarlo ma ora, dopo 3 anni, alterno il preservativo femminile a quello maschile”.
Il Femidom ha portato vantaggi alle coppie sierodiscordanti. Beatrice, 40 anni, sieropositiva dall’86, ha una relazione da dieci anni con Timoteo, sieronegativo. Lei sostiene che l’arrivo del Femidom, questo nuovo “compagno di viaggio”, ha fornito un’alternativa al preservativo e anche se esso può risultare rumoroso…si può sempre inserire un sottofondo musicale!
Per Didier, sieropositivo da 15 anni, il Femidom rappresenta una vera chance nel suo rapporto di coppia: “quando la mia donna lo indossa, io mi sento meglio, mi piace la possibilità di fare l’amore senza indossare sempre io il preservativo”.
Il momento della sessualità ci ricorda inevitabilmente la presenza del virus; il preservativo
femminile permette di distribuire il senso di responsabilità della prevenzione all’interno della coppia e porta anche un po’ di fantasia.
Milena sieronegativa della Lila lo ha provato insieme al suo patner: a essere sinceri noi abbiamo trovato, ma chiaramente soprattutto lui, molto fastidioso l’anello interno che serve per adattare il Femidom all’interno della vagina perchè il pene vi può sfregare contro durante il rapporto. Visto che era la “nostra prima volta” col Femidom, mi è sorto il dubbio di non essere riuscita ad adattarlo bene al collo dell’utero. Tolto questo dubbio, per me a livello epidermico non è cambiato molto mentre lui accusa sensazioni di spessore "plastico": in effetti la consistenza del lattice è parecchio superiore ad un preservativo maschile e la differenza si sente.
Per tanto ad oggi posso dire che sicuramente è stato un bel gioco da giocare, che continuo a proporlo ad amiche e amici per averne dei rimandi, che potrebbe essere migliorato in quanto a spessore e che comunque ti da sicuramente una sensazione di protezione totale!
Se sei sieropositiva/o è importante tutelarsi dalla reinfezione: avere rapporti non protetti con partner sieropositivi ti espone al rischio di venire a contatto con ceppi di virus diversi dal tuo, e ciò potrebbe accelerare il decorso verso la malattia.