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Paterlini a Venezia - NIENTE PAURA |
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Scritto da Alberto Bignardi
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Giovedì 26 Agosto 2010 12:21 |
Fuori concorso alla 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
LIONELLO CERRI presenta
COME SIAMO COME ERAVAMO E LE CANZONI DI LUCIANO LIGABUE
NIENTE PAURA 
un film documentario di PIERGIORGIO GAY
sceneggiatura di PIERGIORGIO GAY e PIERGIORGIO PATERLINI
una coproduzione LUMIÈRE & CO e BIM DISTRIBUZIONE
in collaborazione con FONDAZIONE SMEMORANDA e RISERVAROSSA
distribuito da BIM
uscirà nelle sale il 17 settembre 2010
potete trovare pressbook, foto e trailer su www.kinoweb.it
ufficio stampa film . VIVIANA RONZITTI . +39 06 4819524 +39 333 2393414
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www.kinoweb.it Niente paura è un film documentario sull’identità nazionale non razzista nell’epoca delle “passioni spente”, nell’epoca della crisi radicale della politica, in senso lato.
Il film racconta - in modo non ideologico, non didascalico, non “a riassunto”, ma attraverso le storie personali (ma che assumono significato e valore collettivo) di uomini e donne comuni, di persone conosciute e dello stesso Ligabue - colonna sonora del film e “narratore per eccellenza” - come siamo e come eravamo, in realtà da dove veniamo (fine anni Settanta, primi anni Ottanta, quando si opera una svolta sia nelle istituzioni che nel costume) e quale Paese siamo diventati oggi.
Un Paese, ad esempio, dove la dimensione collettiva della festa (la festa popolare è sempre anche una grande forgiatrice di identità) si esprime ormai solo ai concerti e alle partite di calcio della Nazionale, un Paese in cui perfino difendere il tricolore o l’inno di Mameli è motivo di scontro politico.
La lontananza dei partiti dalla gente - non il contrario - e l’urgere oggettivo di temi nuovi fa sì che chi si riconosce in un Paese non rassegnato combatta per la difesa della Costituzione (diventata non la base minima della convivenza civile, ma una specie di “libro dei sogni”, come dice Ligabue, qualcosa che ci sta davanti, un obiettivo da raggiungere) e per i temi cosiddetti etici: i diritti. Non solo e non tanto il classico diritto al lavoro - mai come oggi messo comunque radicalmente in discussione - ma il diritto a decidere sul proprio percorso di fine vita, pari diritti elementari fra persone di appartenenza etnica diversa, di diverso orientamento sessuale, eccetera.
Questa difesa-proposta salda alcuni “nuovi” diritti individuali (il testamento biologico, ad esempio) con un impegno anche duro, rischioso, su terreni che stanno al confine fra etica, società, politica: contro la mafia, contro la camorra, contro l’impunità delle stragi, contro il razzismo nei confronti dei lavoratori immigrati, contro l’omertà che attraversa la coscienza delle persone…
Se - come ricorda Luciana Castellina - l’impegno politico che aveva assunto le dimensioni di una partecipazione impetuosa e di massa negli anni Sessanta e Settanta era la traduzione laica del “cristiano” amore per il prossimo con orizzonti di cambiamenti radicali di giustizia sociale, dagli anni Ottanta a oggi questa “passione” ha assunto sempre più la forma “resistenziale” bene riassunta da Don Luigi Ciotti, quando ci ricorda che “resistere” ha la stessa radice latina di “esistere”.
Piergiorgio Gay e Piergiorgio Paterlini http://www.youtube.com/watch?v=TIaCfP8UIoc
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