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Incontrare Delia, è sempre piacevole... lo era stato quando è venuta a presntare "Gli svergognati" e lo è stato per questo suo ultimo lavoro "Quando si ama si deve partire".
Certamente la sua attività, essere giornalista, lasciare una terra così bella e difficile come la Sicilia, lavorare nelle scuole, incontrare così tante persone quotidianamente, certo aiuta a essere più aperti edisponibili.
Apertura che si percepisce anche nei libri, nelle storie che racconta e che vive, che come spesso accade sono un po anche le nostre storie e le nostre esperienze.
Poi c’è la capacità di far parlare chi è li che la ascolta, partendo da sé ma per dare agli altri l’occasione per ragionare su se stessi. Questo mi sembra possa essere un po il filo del suo nuovo libro.

Ma desidero riportare altri commenti dell’incontro di giovedì scorso che aiutano a comprendere meglio il clima che si è creato durante la presentazione...

dal Gruppo Donne:
Dall’incontro con la scrittrice Delia Vaccarello abbiamo sentito la corrispondenza di un percorso che porta all’accettazione di se stesse nel viversi l’amore fra donne, iniziato all’interno di un lavoro di gruppo che stiamo facendo nelle serate del mercoledì all’Arcigay.
Per questo il titolo "Quando si ama si deve partire" lascia presagire l’inizio di un nuovo viaggio dentro se stesse, ricco di scoperte nella relazione con l’altra, lasciandosi andare all’emozione dell’amore. Inevitabile il pathos e la voglia di apertura verso parti nascoste che attraverso l’innamoramento trovano una possibilità di essere vissute, espresse anche all’esterno in modo sereno fino ad arrivare al coming out...
Una chiaccherata piacevole e importante di scambio di esperienze e come traspariva dalle parole dell’autrice: "un viaggio che diventa il viaggio d’amore..."

ed ancora da Linda:
Sempre sul tema del Viaggio, Delia ci ha portate dentro di se, parlandoci di un suo trauma infantile, e di riflesso ci ha portate dentro di noi. La sua stazione di partenza è stata un grande amore, e continua ad essere convinta e ha provato a convincerci che l’amore possa aprire le porte della conoscenza di sé, a condizione si essere all’"altezza di quell’amore", di non avere paura di lasciarsi andare ai sentimenti. Ha paragonato l’essere  umano ad un sommergibile, fatto di compartimenti stagni divisi da porte. Porte aperte o chiuse, chiuse su un dolore o un’esperienza. Delia Vaccarello, regalandoci un pezzo della sua vita privata, ci ha raccontato che il suo trauma era dietro una porta ben sigillata e solo attraverso la scrittura, grazie ad un amore emotivamente forte e intimamente travolgente, è riuscita ad aprire quella porta e a recuperare il rapporto con sua madre.
Inevitabilmente è stato un viaggio dentro di noi, ognuna avrà pensato tra sé alle proprie serrature e ai propri amori.

Se volete lasciare commenti sul blog del libro di Delia
http://www.quandosiama.blog.tiscali.it/
Se invece volete contattarla
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Vi ricordo inoltre la sua pagina "Uno, due, tre liberi tutti" a cadenza quindicinale sull’Unità del martedì, oppure on line: http://www.unita.it/123liberi.asp
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