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Al via Plus, la prima associazione di persone lgbt sieropositive PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Bignardi   
Lunedì 30 Gennaio 2012 20:27
Al via Plus, la prima associazione di persone lgbt sieropositive

Lettera di presentazione - con preghiera di diffusione

E' nata PLUS, persone lgbt sieropositive  ONLUS,  una associazione a prevalenza “patient based” il cui impegno è rivolto principalmente alla tutela degli interessi delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e trans) colpite dall’infezione da HIV.

Perché questa scelta nel già cospicuo panorama delle associazioni di lotta contro l’HIV/AIDS?

L’epidemia da HIV si è sviluppata in modo diverso nelle varie zone del pianeta. Negli Stati Uniti e nel Nord Europa, fin dall’inizio l’infezione ha investito la nostra comunità con tutta la sua forza distruttiva, con tutta la capacità di spaventare sia le persone colpite, sia tutto il resto della società che ha reagito spesso con lo stigma e la discriminazione.

Le comunità locali hanno creato associazioni i cui nomi (Gay Men Health Crisis, Gay Men Fight Aids, ecc.), ci dicono chiaramente quanto importante sia stato il contributo della comunità omosessuale nella lotta contro l’HIV. Al di la delle sigle, buona parte delle associazioni sono state colonizzate da persone omosessuali. Persone impaurite che hanno trovato nel gruppo, nell’associazionismo, la forza per reagire.

In Italia, in parte, le cose sono andate diversamente. HIV, fin dai primi anni, ha investito principalmente le persone tossicodipendenti per via dello scambio di siringhe, e in modo sensibilmente inferiore gli omosessuali maschi.
Oggi, a ormai 30 anni dall’inizio della pandemia, in Italia l’andamento epidemiologico ha preso strade diverse. Anche grazie ad interventi di riduzione del danno mirati ad evitare lo scambio di siringhe ma non solo, le sieroconversioni in area tossicodipendenze sono crollate, mentre è salito, in modo preoccupante, il contagio da trasmissione sessuale nei confronti del quale è stato fatto davvero poco e male.

Sono ormai numerosi gli studi, quali Sialon e Emis, che ci dicono che la comunità omosessuale italiana può vantare una prevalenza di casi di HIV che sfiora il 10%, ma che arriva a superare il 12% nelle maggiori città del Paese quali Milano, Roma o anche Bologna (fonte: Emis, Ungass 23).

A questi valori, molto preoccupanti, si aggiungono i dati dei cosiddetti late presenters, ossia le persone che arrivano alla diagnosi di HIV quando sono ormai prossimi all’Aids, che coprono una elevata percentuale dei 4.000 casi all’anno di nuove sieroconversioni (dati ISS). Si tenga presente secondo ECDC (European Center for Disease Control) una comunità è da considerarsi esposta al rischio se la prevalenza è maggiore del 5%.

Quindi, dopo 30 anni e con un forte ritardo rispetto al resto dell’Europa, la comunità omosessuale italiana, e Arcigay in particolare, si è interrogata sulle migliori vie per affrontare quella che sembra essere, a tutti gli effetti, una crisi che investe la nostra comunità.

PLUS Onlus nasce nel solco tracciato dalle grandi strutture europee “gay-oriented”, in anni più recenti organizzate anche in checkpoint (centri gestiti direttamente dalle comunità più esposte).

PLUS nasce grazie al coraggio di alcuni soci di Arcigay che hanno deciso di accettare la sfida e partecipare a questa nuova avventura, per far si che persone Lgbt sieropositive non siano costrette a scegliere da che parte stare, ma abbiano la possibilità di essere tutelate con competenza e serietà sia come persone Lgbt, sia come sieropositivi.

Sandro Mattioli
Presidente PLUS Onlus

Per informazioni, interviste e contatti:
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http://casserosalute.it/
 
Cineforum 2012: 6 febbraio! TOM BOY PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Bignardi   
Domenica 29 Gennaio 2012 19:48

Inizia il cineforum 2012!

Iniziamo LUNEDI 6 febbraio , presso la nostra sede in via 4 novembre ,

con il Film Tom boy!

Incontro ore 20.45, inizio film 21.00 !

Sinossi:

Laure, dieci anni, insieme ai genitori e alla sorella Jeanne si trasferisce durante le vacanze estive. La mamma è incinta del terzo figlio (un maschio) e il padre è impegnato al lavoro. La bambina approfitta della distrazione degli adulti per prendere una decisione: nel nuovo ambiente si farà credere un maschio. E' come Michael che farà le prime amicizie e, in particolare, attirerà l'attenzione di Lisa che finirà con l'innamorarsi del nuovo arrivato con il quale scambierà qualche bacio e momenti mano nella mano. Fino a quando potrà durare questa situazione? Céline Sciamma torna ad affrontare, dopo Water Lilies, le tematiche della scoperta della sessualità spostando però l'attenzione dalla fase adolescenziale a quella preadolescenziale. Trova in Zoé Héran l'interprete adatta per rappresentare, con la giusta dose di innocenza mista a un bisogno di esplorare, il cammino estivo di Laure. Sciamma osserva il microcosmo dei bambini con tenerezza e acume ma senza facili semplificazioni. Maschi e femmine in formazione non sono quegli esseri asessuati che gli adulti vorrebbero che fossero. Natura e società impongono le loro leggi e, in particolare la società, i loro modelli con cui confrontarsi e scontrarsi. Perché spesso sono più legati a stereotipi che a veri bisogni. Così Laure mentre decide di trasgredire facendosi passare per maschio finisce inconsciamente per aderire a quelle che ritiene debbano essere necessariamente le caratteristiche dell'altro sesso. Céline Sciamma, nel descrivere Laure, va oltre quella che avrebbe potuto costituire la gabbia episodica di un racconto di travestimento infantile e lascia lo spettatore con domande più ampie intorno alla definizione della sessualità propria di ogni individuo. In definitiva spetta a noi decidere se quell'estate sarà solo una parentesi nella vita della bambina oppure se ne segnerà il futuro.

LOCANDINA DEL FILM:

Locandina italiana Tomboy

per il trailer:

 

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Gennaio 2012 21:23
 
Arcigay nazionale: bilancio 2011 30 dicembre 2011 · Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Bignardi   
Venerdì 30 Dicembre 2011 14:37

 

Arcigay nazionale : bilancio 2011

Da  http://www.arcigay.it/33769/arcigay-bilancio-2011/ 

Paolo Patanè, presidente di Arcigay

Di Paolo Patanè, Presidente nazionale Arcigay

 

La fine dell’anno è la miglior occasione, oltre che per augurarvi il miglior 2012 possibile, per sintetizzare gli ottimi risultati ottenuti dall’associazione che ho l’onore di rappresentare nel solco del mandato congressuale che socie e soci mi hanno affidato quasi due anni fa.

Cercherò di farlo in estrema sintesi riducendo a 11 gli obiettivi raggiunti dall’associazione. Mi sembra vi siano oggettive ragioni per usare toni di soddisfazione, dopo un anno che ci ha visto sempre in prima linea nella battaglia di piena parità di omosessuali, lesbiche e trans, anche se resta sempre doverosa una riflessione critica e la lucida consapevolezza dei nodi ancora irrisolti e delle difficoltà sopravvenute.

1) Coppie gay nel censimento

Il rapporto costante e diretto con Istat ha portato a ben due importantissimi risultati. Si è conclusa quest’anno felicemente una delle battaglie storiche del movimento lgbt (nata da una grande intuizione e dall’impegno di Gay.it) e che ha visto Arcigay fittamente impegnata in costanti trattative con il Garante per la Privacy e con il Presidente dell’ Istat. Nel censimento 2011, grazie all’introduzione di un quesito specifico sulle convivenze senza distinzioni tra omosessuali ed eterosessuali, le coppie gay saranno finalmente contate. Questo risultato ci riempie di soddisfazione perché avrà una ricaduta fondamentale sulla battaglia di uguaglianza per l’evidente connessione tra riconoscimento statistico, sociale e infine giuridico e consentirà di ridefinire l’anagrafe (che in Italia è costruita sulla base del censimento) in modo da implementare, come già sta accadendo, il riconoscimento delle famiglie anagrafiche nei singoli Comuni. Istat inoltre ha dato il via a una indagine nazionale sulla condizione degli omosessuali italiani e chiesto all’associazione sostegno nella costruzione del questionario e nella diffusione di maggiori informazioni sull’iniziativa. Quell’indagine, non appena i dati saranno diffusi, segnerà certamente uno spartiacque tra un Paese che ignora (o finge di) la condizione omosessuale e un Paese consapevole del fatto che esistono problemi e difficoltà che vanno rapidamente superati e risolti.

2) Orgoglio mondiale

Europride Roma 2011, che ci ha visto impegnati nell’organizzazione insieme al Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, assegnatario dell’evento, e alle altre associazioni componenti il Comitato Europride (AGEDO, Famiglie arcobaleno e MIT) è il pride italiano più grande di sempre, nei numeri e nelle idee. Più di 1 milione di persone infatti hanno sfilato a Roma e accolto una star mondiale che ha rivolto al pianeta un discorso abbagliante per democraticità, rispetto e puntualità nelle rivendicazioni di totale uguaglianza. L’orgoglio lgbt italiano ha così assunto una dimensione globale. Migliaia di persone poi hanno frequentato il pride Park, che ha animato un quartiere ritenuto difficile della Capitale. Questo Pride, che ha parlato poco a una classe politica che non ascolta le manifestazioni in genere (le nostre, come quelle della CGIL, delle donne, degli studenti, del movimento referendario) ha però parlato con chiarezza al Paese, anche per l’ampiezza nella diffusione mediatica, e per l’enorme risalto internazionale. L’elaborazione di Arcigay di una strategia di raccordo e confronto con le più importanti ambasciate europee e con quella statunitense si è rivelata assolutamente vincente nella costruzione di Europride e risulterà importante anche nel sostegno al dibattito sui temi lgbt in Italia nell’immediato futuro.

3) Le prime aperture dal mercato

Tra le ricadute della manifestazione, finalmente, anche i primi attestati di vicinanza delle grandi aziende alla comunità gay. Sono, per ora, solo espressioni di vicinanza come l’amicizia con Ikea che ha offerto l’allestimento del Pride Park e effettuato a Catania una campagna di sensibilizzazione all’universo della famiglia gay. Arcigay ha scelto di investire politicamente su questo punto sia per coerenza con la strategia di moltiplicazione e innovazione degli interlocutori che per incidere alla lunga sui contratti aziendali. Lo dimostra la coordinazione con l’associazione Parks in molte iniziative e la relazione diretta con numerosissime altre aziende nazionali ed internazionali. Rilevante è stato anche il rapporto con alcuni Uffici del Turismo,significativo quello di Bormio, che vorrebbero aprire al turismo lgbt e che ci hanno spinti lungo tutto l’anno alla costruzione di una fitta rete di rapporti con amministratori pubblici e dirigenti d’azienda in ogni parte del Paese. Di questi rapporti e delle nuovissime prospettive che ne derivano, vedremo i primi frutti a gennaio con una campagna nazionale di sensibilizzazione e visibilità assolutamente inedita e innovativa per l’Italia.

4) Con il Forum del terzo settore, fianco a fianco con l’associazionismo italiano

L’eccellenza e le grande capacità di solidarietà e impegno civile di questa Arcigay è attestata quest’anno dall’accoglimento dell’associazione nel Forum Terzo Settore il gotha dell’associazionismo italiano. L’obiettivo centrato da questa dirigenza ha una ricaduta diretta sul riconoscimento del rilievo istituzionale e rappresentativo dell’ associazione. Arcigay infatti, grazie all’importante endorsement, tratterà da pari nelle Istituzioni insieme alle più blasonate associazioni nazionali dall’ARCI alle ACLI fino persino alla Compagnia delle Opere in una fase delicatissima per il presente ed il futuro del Paese. Arcigay poi, congiuntamente ad altre realtà associative italiane ha scelto di farsi promotrice di una novità importante come il Forum italiano delle associazioni impegnate nella lotta contro l’HIV/AIDS. Il forum, che si è tenuto il 12 luglio, ha dato vita ad un documento la “Dichiarazione di Roma” poi portato all’interno della IAS conference. Il riposizionamento di Arcigay all’interno del mondo delle associazioni e stato poi confermato dal grande impegno profuso nella ricostruzione della Federazione ARCI sancita dal recente congresso nazionale del 16 dicembre che ci ha visti assoluti protagonisti e dall’impegno di costruzione del Coordinamento nazionale lgbt assunto all’ultima riunione di Movimento insieme alle altre associazioni nazionali.

5) Una nuova credibilità presso le Istituzioni

Il 2011 ha consacrato un salto di qualità di Arcigay nel rapporto con le Istituzioni che non ha precedenti. Siamo entrati per la prima volta nella nostra storia nella Commissione nazionale AIDS del Ministero della Salute affiancando questa prestigiosa presenza a quella della Consulta. Abbiamo lavorato alacremente, insieme all’associazione Gay lib , alla costruzione di un rapporto totalmente inedito con le forze dell’ordine che ha determinato la nascita di OSCAD, il primo Osservatorio di Polizia e Carabinieri contro le discriminazioni, e la firma di un protocollo d’intesa con il Dipartimento Pari Opportunità. Abbiamo stabilito un rapporto solidissimo con UNAR (Ufficio nazionale contro le discriminazioni della Presidenza del Consiglio) che ci ha visto coinvolti in ogni parte d’Italia in attività di definizione di prassi antidiscriminatorie a livelli di pubbliche amministrazioni comunali, provinciali e regionali. Abbiamo vinto un progetto che, nell’ambito delle attività di UNAR lascerà ad Arcigay l’impegno di svolgere il back office per le segnalazioni di fatti di omo/transfobia nelle 4 regioni “obiettivo convergenza” (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) con un’autentica attività di supplenza delle istituzioni che realizza un nitido esempio di sussidiarietà. Siamo stati impegnati a portare le istanze lgbt in molteplici incontri con numerose Commissioni della Camera e del Senato, con il Presidente della Camera dei Deputati, con Ministri e numerosi prefetti, dirigenti e funzionari dello Stato. Abbiamo rilanciato la costruzione di una ATS per la “Settimana contro la violenza” insieme ad AGEDO, Acli, Enar, Fish,Telefono Azzurro e Telefono Rosa che ha riproposto il progetto del primo vero tavolo trasversale contro tutte le discriminazioni. Fittissima è stata poi la presenza di Arcigay a tutti i convegni ed i tavoli istituzionali sia in Italia che all’estero sui temi più rilevanti dall’immigrazione, alla salute e alle questioni giuridiche.

6)Le persone lgbt parlano al Paese

Ma torniamo a noi con la volontà di parlare al paese. Arcigay quest’anno ha diffuso ben due campagne di sensibilizzazione nazionale, che hanno ricevuto il plauso di media e opinione pubblica e che continuano, clik dopo clik, la loro opera di sensibilizzazione all’uguaglianza sui social media. La prima campagna, per la Giornata Mondiale contro l’omofobia del 17 maggio, ha scelto un tema di rottura il bacio di una coppia gay e quello di una coppia lesbica, ha suscitato vicinanza, simpatia e dibattito. E’ questo un risultato che va ascritto in un opera ultraventennale del movimento tutto. Per la Giornata Mondiale contro la lotta all’aids dell’1 dicembre scorso poi, abbiamo diffuso la campagna “La prevenzione fa parte del gioco” che, tra le rare, approccia con serenità alla condizione di sieropositività e, senza insistere su obiettivi inapplicabili, assume la strategia di riduzione del danno. Ma non ci siamo fermati qui e, a sorpresa, abbiamo organizzato una campagna che vedrà la luce entro 2 settimane e che sarà il coronamento del nostro importante impegno nell’ambito della sensibilizzazione sociale.

7) Nuovi Comitati per un lavoro costante premiato del presidente della Repubblica

Bari

Il risultato più grande di Arcigay continua ad essere l’enorme capacità di mobilitazione dal basso. Sono oltre 50 le città nei quali la nostra associazione è presente e organizza incontri, eventi culturali, di socializzazione, volantinaggi, serate danzanti attività e servizi di supporto alle persone, progetti, relazioni istituzionali e accoglienza. Insomma sono i territori i luoghi nei quali la mission dell’associazione assume concretezza e rilievo. L’eccellenza dell’enorme lavoro offerto è comprovata, sempre che ce ne fosse bisogno, dall’assegnazione di una medaglia al valore da parte del presidente della Repubblica al Comitato provinciale Arcigay Trieste che ci ha riempiti di orgoglio. La grande attenzione dell’Associazione nazionale nel promuovere tutto questo sta nei numeri e nella dislocazione dei nuovi territori coinvolti. Il 2011 ha infatti visto la nascita di Comitati promotori a Vercelli, Chieti, Teramo, Barletta Andria Trani, Brindisi, Foggia e Campobasso con un’ evidente strategia di crescita che mira a sostenere la nostra presenza dove non vi è praticamente mai stata.

8) Rapporti con i media

Arcigay è considerata oggi un interlocutore pronto e affidabile da giornalisti e media e una risorsa strategia per l’informazione tematica. La nuova dirigenza ha scelto, rispetto al passato, di cambiare passo e abbandonare quell’eredità di meri annunci spot che insistevano sulla vittimizzazione della condizione omosessuale. E’ vero, siamo anche vittime, e questo va denunciato con forza, ma questa Arcigay vuole raccontare anche la serenità e l’uguaglianza lgbt. Arcigay si è dotata quest’anno di un nuovo sito dalla grafica accattivante, completamente integrato con i social media, e aperto ai commenti e al confronto diretto con soci e lettori. Il sito risponde con estrema precisione e puntualità e correttezza, ogni giorno, alla domanda “che cosa fa Arcigay ?”. Migliaia sono stati poi gli articoli pubblicati, gli interventi radio, i tweet e i commenti di facebook che quest’anno hanno raccontato attravero la nostra associazione la condizione lgbt e la nostra battaglia di piena parità e uguaglianza. Va un poco meno bene con la tv: siamo distanti dalla Rai (che d’altra parte censura persino i preservativi e non manda in onda baci gay) e poco (o nulla) interessati alle trasmissioni troppo spesso urlate di Mediaset. Ma anche su questo stiamo lavorando con impegno per trovare spazi qualificati e qualificanti.

9) Grandi progetti per ammodernare il Paese

Quest’anno Arcigay ha diffuso Io Sono Io lavoro, la prima ricerca sulla discriminazione degli omosessuali nei luoghi di lavoro, realizzata grazie a progetti finanziati con fondi pubblici. La ricerche hanno generato momenti importanti di empatia nel paese che si è relazionato con noi sulla base di dati certi e verificabili. Arcigay ha inoltre realizzato una ricerca qualitativa dal titolo “Approdi Negati” la quale ha messo in luce alcuni dei principali modelli legati al fenomeno dell’alta marginalità delle persone LGBT. Le analisi emerse sono pronte ad aiutare quei rari politici che vogliano costruire un Paese realmente accogliente. I lavori sono frutto dell’impegno costante nella progettualità di Arcigay che ha organizzato decine di appuntamenti su tutto il territorio nazionale tra formazioni e vera e propria ricerca scientifica con acquisizione ed elaborazione di dati che hanno arricchito in modo concreto il patrimonio di conoscenza su fenomeni specifici. Io sono io lavoro in particolare rappresenta una ricerca senza precedenti soprattutto nel campo dell’indagine sull’organizzazione del lavoro per le persone lgbt. Accanto a tali successi è da segnalare la partecipazione di Arcigay a progetti quali il progetto dedicato agli indicatori ECDC all’interno della comunità MSM e promosso dalla Consulta delle associazioni per la lotta all’AIDS. Durante tutto il 2011 inoltre è proseguita sul territorio la diffusione dei risultati di progetti che hanno visto Arcigay protagonista e partner quali il progetto “Bullismo” ed i progetti di ricerca Sialon ed EMIS.

Paolo Patanè incontra D'Alema dopo le critiche

10) Distanti dalla politica

Mai come quest’anno Arcigay è stato distante dalla politica partitica. Era una richiesta attesa da chi vedeva Arcigay assimilata a questo o quel partito e priva dell’incisività che merita un’associazione che lavora con una propria agenda politica, riservandosi diritto di plauso ovvero di critica senza preconcetti e senza privilegi per nessuno. Dobbiamo convincere la maggioranza degli italiani, e non alcuni singoli partiti, che le nostre battaglie sono sacrosante. Questo è stato il senso dei numerosi incontri con esponenti di tutti gli schieramenti da Mara Carfagna a Nichi Vendola. Non ci siamo sottratti a scontri e dibattiti politici pubblici, anche molto duri quando l’abbiamo ritenuto necessario, e restiamo convinti che qualunque prezzo pagato nel presente si tradurrà in una enorme crescita di autonomia, autorevolezza e credibilità per Arcigay e per le nostre rivendicazioni.

La sede di Roma

11) Una nuova articolazione per le sfide del presente

Giusto un ultimo elenco di obiettivi raggiunti funzionali alla battaglia di piena cittadinanza che stiamo conducendo e ad un miglioramento delle attività e dell’organizzazione di Arcigay: una sede di rappresentanza a Roma per la prima volta nella storia di Arcigay e nel cuore del progetto di quartiere lgbt nella cosidetta “gay street” ; un protocollo con il circuito delle Associazioni Affiliate che ha visto una grande riforma, anche qui senza precedenti, e che in ragione del mutamento del quadro economico vivrà un ulteriore sviluppo; un maggiore coinvolgimento di esponenti giovani e nuovi in favore di un ricambio generazionale della dirigenza; una riforma dell’attività amministrativa con la sua “internalizzazione”; la creazione di una nuova associazione a latere denominata”Plus” (pazienti lgbt hiv) e la presenza all’interno dell’ associazione Punto Critico sulla cooperazione internazionale a conferma della volontà di “federare temi” ed arricchire e qualificare il nostro impegno. Un ragionamento a parte merita il progetto welfare e sussidiarietà, i cui frutti guardano al 2012, ma soprattutto un’attività formidabile di formazione che ha attraversato tutto il 2011, incontrando i territori, le persone, la crescita umana, professionale, associativa di tante ragazze e ragazzi che rappresentano i sogni, gli ideali, la competenza e la passione di Arcigay.

LE NOTE DOLENTI

Siamo evidentemente consapevoli delle difficoltà e degli obiettivi mancati.Lotta all’omofobia. Il Parlamento ha affossato in pochi istanti una legge contro l’omofobia pur decisamente arretrata rispetto al piano rivendicativo dell’estensione della Legge Mancino e da questo punto di vista, nonostante la ripresentazione di una legge migliore, nutriamo forti dubbi che il sistema paese, con schieramenti politici che puntano ferocemente al centro cattolico apra prospettive incoraggianti. Sull’omofobia continuiamo a fare iniziative di sensibilizzazione, assistiamo le vittima e facciamo informazione, ma, non possiamo fare miracoli: è il Parlamento che deve decidere. Se questa fase dovesse perdurare Arcigay dovrà aumentare la pressione sulle giunte regionali col rilanciato obiettivo di leggi regionali contro le discriminazioni, ed un maggiore impegno anche in iniziative locali per aumentare gli spazi di contraddizione e dibattito con il Legislatore nazionale.

Matrimoni e coppie. Anche qui il Parlamento risulta un tappo a qualsiasi iniziativa di piena parificazione. Avremmo voluto animare il Paese con una campagna nazionale di raccolta firme: non abbiamo abbandonato quell’idea, ma, sano realismo politico e la crescente, inevitabile, attenzione alle difficoltà finanziarie in tempo di gravissima accelerazione della crisi economica, ci hanno costretto ad un ripensamento, nella consapevolezza che l’attenzione sia altrove e che si renda necessario reimpostare la stessa comunicazione sulla nostra rivendicazione declinandola in relazione al clima di profonda sofferenza sociale ed economica del Paese. Da questo punto d vista vorremmo implementare lo sforzo del nostro Sportello legale soprattutto sui matrimoni contratti all’estero, intensificando le iniziative per far valere i nostri diritti nei tribunali insieme con Certi Diritti , Rete Lendford e alle altre associazioni.

Arcigay nel 2011 ha fatto quanto raccontato, con le forze di cui dispone, in un paese lacerato e stanco. Abbiamo provato a dare un contributo a quel dibattito apparentemente lontano dai nostri temi e dalle nostre specificità, ma che è essenziale a qualunque possibile cambiamento di prospettiva per la nostra rivendicazione, ovvero le riforme istituzionali, la riforma della legge elettorale ed il rinnovamento della classe dirigente e dei programmi da destra a sinistra. Senza di questo sarà impensabile qualunque conquista normativa poiché le leggi le fa il Parlamento e noi non riscontriamo al momento forze riformiste ed europee decise, coerenti ed affidabili sui temi lgbt.

Il 2012 sarà un anno di estrema difficoltà, caratterizzato da recessione economica,tensioni sociali, grande incertezza politica e probabili mutamenti dei riferimenti politici. Mi sembra indispensabile stare dentro questi passaggi per mantenere un ruolo nell’agenda politica del Paese, diversamente l’irrilevanza dei nostri temi aumenterà per scollamento dalla realtà stessa della società italiana:i nostri dibattiti tradizionali infatti rischiano di apparire anacronistici di fronte ad un quadro del genere.

In una fase inevitabile di minori risorse economiche, dovendo ridimensionare gli obiettivi, dovremo scegliere ciò che davvero pesa in modo coerente al clima complessivo e che ci restituisca l’obiettivo di quel consenso sociale senza il quale non vi sarà alcun avanzamento della nostra rivendicazione. Alla fine, anche per noi sarà decisiva la compattezza ed il consolidamento di un tessuto associativo che rafforzi il senso di appartenenza e la solidarietà intorno ai valori autentici e profondi che il nostro Statuto definisce. La storia e la sempre più solida dimensione nazionale di Arcigay sono la nostra vera e grande risorsa verso il futuro, da proteggere e rafforzare.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay


 
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