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Scritto da Alberto Bignardi
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Giovedì 12 Febbraio 2009 00:00 |
Corriere.it riporta la sintesi: "Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio. Sono stato torturati e discriminati solo perché amavano un’altra persona. Il sesso? Un affare loro. E’ incredibile che se ne parli, la rozzezza" di certe polemiche. "Non è che si estingue la razza, come ha detto qualcuno. I dinosauri non si sono estinti perché erano omosessuali. L’unico peccato è la stupidità. Quando c’è l’amore, tutto diventa grande: l’amore rassicura più della fede".
La sintesi di Repubblica.it: "E’ una storia incredibile che va avanti da millenni. Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio. Di peccati c’è solo la sutpidità". "Per rendere l’idea dell’assurdità e ridicolaggine" di certi atteggiamenti, Benigni ricorda che gli omosessuali "sono stati seviziati e sono morti nei campi di concentramento perché amavano un’altra persona. Mettiamo che un eterosessuale si innamori focosamente di una persona dell’altro sesso - spiega - e a un certo punto lo prendono, lo torturano e lo uccidono perché si è innamorato. Tanti omosessuali sono stati torturati perché amavano un’altra persona, lasciate stare il sesso. E’ un’assurdità".
L’attore giudica "assurdo" che si parli di omosessualità "con tanta rozzezza", "sono persone che si amano, non è che per colpa loro finisce la razza, come dice qualcuno". Nella storia dell’umanità, continua, "ci hanno fatto dei doni enormi, ed è il sentimento dell’amore che caratterizza gli omosessuali. E quando c’è l’amore tutto diventa grande. Nemmeno la fede rassicura, l’unica cosa che rassicura è l’amore".
Poi Benigni ricorda Oscar Wilde, "messo ai lavori forzati per la sua omosessualità. In prigione ha scritto una lettera alla persona per la quale era stato condannato". La lettera, Benigni la legge tutta. Poi lascia il teatro, ed è standing ovation.
ecco il video sul sito di Rai.tv
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-3d94b4eb-1432-481d-8fbb-28e9bb8b549e.html
il sanremo più Gay degli ultimi 50 anni (forse ;P )
POVIA: da coriere.it
Il brano sull’omosessualità Liti anche con la stampa Povia quasi ignorato dopo la lunga giornata di slogan e proteste Il cantante contro tutti: «Attacchi ingiusti»
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI SANREMO — Povia canta, mostra un cartello («Nessun uomo in fondo sa come è fatto un altro») e se ne va dal palco sulle ultime note di «Luca era gay». È passata da poco mezzanotte e la canzone più attesa del Festival sfuma. Senza fischi. Senza standing ovation. Bilancio: applausi, una paio di buu preventivi e qualche rimostranza da Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay.
Qualche fischio se lo prenderà lui quando Bonolis, che lo difende, gli dà la parola. È stata una giornata lunga quella di Povia. Per il vincitore dell’edizione 2006 la sveglia era suonata presto. Alle otto e un quarto. Colazione e via con una serie infinita di interviste. Un salto all’Ariston per le prove con Alessandro Matta, il disegnatore che sarà con lui venerdì sera. Quindi un veloce rientro in hotel per il pranzo e poi ancora al teatro per gli incontri con altri giornalisti. Ore 17.40. Nell’ingresso secondario dell’Ariston, quello che porta alla sala stampa, Povia è attorniato da un nugolo di giornalisti che fanno la coda per intervistarlo. Dal corridoio di collegamento con l’ingresso principale arriva Grillini. Sembra una scena da film western. I due nemici in rotta di collisione. Grillini si infila nell’ascensore. Duello (verbale) evitato? O solo rinviato? Appena Povia si libera dai microfoni lancia il guanto: «Mi piacerebbe incontrarlo ad "Anno Zero" per un confronto democratico». Povia contro Grillini? No, Povia contro tutti.
In strada nel pomeriggio ci sono i cori e i cartelloni della Fgci (l’Arcigay manifesterà sabato): «L’unico malato sei tu. Dentro poca solidarietà anche dai colleghi: «Siamo contro la sua canzone, non ne condividiamo la tematica. Non si giudicano le persone dalle loro preferenze sessuali», dicono i Gemelli DiVersi. Il cantautore è sereno. «Sembro preoccupato?», chiede al suo staff e alla moglie che lo segue. Ride e scherza con tutti. Anche con i critici che hanno dato voti pessimi al suo brano sul gay «guarito» dal fascino femminile: «Sono comunisti chic. Fuori campo siamo amici. In campo avversari», dice con un richiamo al titolo del suo album «Centravanti di mestiere ». E poi sferra un altro colpo dando a tutti dei «pennivendoli di regime». La domanda è sempre la stessa. «Perché un brano contro i gay?». Anche la risposta è sempre la stessa: «Sono stato attaccato esclusivamente sulla base di un titolo. Il testo che ho scritto racconta una storia sentita in treno. Siete voi che la state facendo diventare la storia di molti». Confessa anche che il titolo originariamente era diverso: «Un altro uomo». Macché provocazioni. Semplice trucco, quello di usare le parole del ritornello, per evitare che chi suona quella canzone in un piano bar non sbagli il titolo nei moduli per la Siae e addio diritti. Prima di chiudersi in camera in attesa dell’esibizione c’è pure tempo per un questionario di una società che produce ear monitors, quelle cuffie speciali che aiutano i cantanti a sentire la base musicale. Perde un po’ il sorriso quando scopre che i ronzii che sente periodicamente potrebbero essere un problema. Ah, il fisico. C’è anche una sinusite che lo disturba e allora ecco che dalla tasca estrae uno spray con acqua «magica». «Mi ha fatto guarire », dice. Gli scappa la battuta: «Ma si può dire guarire?».
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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Marzo 2009 18:22 |