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Comunicato stampa – “Molto più di Cirinnà”, Arcigay Modena dall'approvazione delle unioni civili alla primavera dei diritti del 5 marzo.

MODENA, 26/02/2016 – Il 25 febbraio è stata una data storica per il movimento LGBTI in Italia, per due motivi.

Per la prima volta sono state riconosciute con una forma giuridica ben precisa le famiglie composte da due persone dello stesso sesso, ovvero le unioni civili previste dal decreto di legge Cirinnà, approvato al Senato e ad un passo da diventare legge. Un riconoscimento monco, che non prevede alcun diritto e tutela per i figli che queste famiglie già hanno, e distinzioni nette, a tratti umilianti, rispetto al matrimonio, ma indubbiamente un passaggio dal nulla all'esistenza giuridica, con relativi diritti e doveri.

E, tramite lo stesso istituto giuridico, per la prima volta è stata sancita, per legge, la distinzione fra persone eterosessuali ed omosessuali. Le unioni civili saranno infatti riservate solamente a coppie di persone dello stesso sesso, che per legge avranno diritti, però meno diritti, e doveri, però meno doveri, proprio in quanto omosessuali. Compresi i diritti e i doveri relativi alla genitorialità, rimandati ai giudici e quindi colpevolmente ignorati dal legislatore, che demanda così non solo i propri compiti, ma anche la propria funzione di riconoscimento e legittimazione. Per legge, le persone omosessuali avranno il loro recinto. Un recinto ben accessoriato, ma pur sempre un recinto.

Ancora una volta le persone omosessuali, bisessuali, transessuali e intersessuali e le loro famiglie sono invisibili, se non apertamente discriminate, da un Paese la cui costituzione recita testualmente, all'articolo 3, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. L'articolo 3 riguarda tutte e tutti i cittadini. Un governo che ne tradisce i principi sta tradendo non solo la popolazione LGBTI, non solo i loro famigliari, anche eterosessuali, non solo i loro amici e le loro amiche, ma sta tradendo tutte e tutti i cittadini.

Ancora una volta sta a noi tutte e tutti, a chi è profondamente fedele al principio dell'equità davanti alla società, alla legge, allo stato, agli stessi concetti di dignità e umanità, chiedere giustizia, e farlo a gran voce! Arcigay Modena risponde all'appello di Arcigay Nazionale e delle altre associazioni LGBTI italiane, all'appello delle nostre famiglie senza diritti, per partecipare con tutta l'energia, la rabbia e l'entusiasmo possibili alla manifestazione nazionale prevista per sabato 5 marzo a Piazza del Popolo a Roma! Chiediamo a tutte e tutti i cittadini di Modena e le realtà modenesi di unirsi a noi, e aiutarci a far sì che il recinto sancito da questa legge si apra e che il 5 marzo sia l'inizio di una Primavera dei Diritti che possa portare, finalmente, alla vera e propria uguaglianza nel nostro Paese!

Sono già aperte le prenotazioni per raggiungere Roma in pullman tutte e tutti insieme da Modena! Vi aspettiamo per prenotate il vostro posto venerdì al nostro favoloso aperitivo LGBTIE friendly “Cosmo Night”, presso Il Cantuccio in via Ramazzini 65, oppure all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Vi aspettiamo stasera per brindare assieme al futuro e alla Primavera Arcobaleno in arrivo!

Alberto Bignardi, Presidente Arcigay Modena Matthew Shepard
Francesco Donini, Vicepresidente Arcigay Modena Matthew Shepard

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