pubblichiamo sintesi degli eventi tratto da gay.tv.
13 OTTOBRE 2009 ore 19.00

285 voti a favore della pregiudiziale di costituzionalità, 222 contrari e 13 astensioni. Ecco com'è finita la favola della legge Concia – Carfagna contro l'omofobia.
Si era rimasti ad un accordo tra PD e PdL per riportare in Commissione Affari Costituzionali il testo, mentre l'UdC avrebbe presentato una richiesta di proseguimento dell'esame e quindi alla votazione del pregiudiziale d'incostituzionalità. Beatrice Lorenzin, del PdL, spiega cosa è accaduto: “C’era un accordo per rinviare il testo in Commissione, rimediare ai profili di incostituzionalità e poi riportare rapidamente il ddl all'esame dell'aula entro novembre. Poi, poco prima della votazione, un esponente del Pd si è avvicinato ai banchi della presidenza e ha spiegato che o si esplicitava il ritorno in Aula a novembre o loro avrebbero votato contro. A quel punto, violato il patto, anche noi abbiamo votato contro”.
Gli schieramenti, però, si sono sfaldati. Nel PdL 9 deputati, sopratutto “finiani”, hanno votato contro la pregiudiziale di incostituzionalità (contrariamente agli altri deputati del PdL), ovvero Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Giuseppe Calderisi, Benedetto Della Vedova, Chiara Moroni, Flavia Perina, Mario Pepe, Roberto Tortoli e Adolfo Urso. Inoltre altri 10 deputati del medesimo partito si sono astenuti, tra i quali Elio Vito, Gianfranco Rotondi e Giulia Bongiorno.

Nel PD, invece, il deputato Paola Binetti ha votato insieme al PdL, scatenato le reazioni dei compagni di partito, come il tagliente commento di Dario Franceschini: “È un problema, un signor problema. La legge è stata bocciata dalla destra ed è una vergogna, perché dopo che tanti si erano detti disponibili a norme contro l'omofobia, che non dovrebbero avere colore politico, hanno votato compatti insieme all'Udc per bloccare la legge. La risposta che si dà agli omosessuali è che la legge non si fa, dovrebbero vergognarsi”.
Paola Concia, relatrice del testo e deputata del PD, ha dichiarato: “Mi vergogno di far parte di questo Parlamento. Il Pdl ha detto bugie, mentre il mio gruppo senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in commissione”.

Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna ha poi posto l'accento sugli errori del Partito Democratico: “Mi farò garante, come ministro competente, di riparare all'errore commesso dal Partito democratico, proponendo al Consiglio dei ministri un disegno di legge che preveda aggravanti per tutti i fattori discriminanti previsti dal Trattato di Lisbona, compresi quelli dell'età, della disabilità, dell'omosessualità e della transessualità - e prosegue - Il Pd ha sbagliato a non sostenere il rinvio della legge in Commissione, che ci avrebbe consentito di risolvere alcuni piccoli problemi di costituzionalità emersi in Commissione Affari Costituzionali e, quindi, di far tornare il testo in Aula entro novembre per la sua definitiva approvazione. Con questo comportamento il Pd ha finito per affossare una la legge di civiltà alla quale abbiamo lavorato insieme per oltre un anno, deludendo non soltanto me, ma anche tutti quegli italiani che la aspettavano da tempo”.
Aurelio Mancuso ha così commentato: “Abbiamo assistito ad uno spettacolo vergognoso con interventi da parte di esponenti dell'UdC che hanno accostato l'orientamento sessuale a incesto e pedofilia”.

Pierferdinando Casini, UdC, ha invece tentato di abbassare i toni: “Il Parlamento per seguire furori ideologici non può legiferare male, leggi confuse che non eliminano le discriminazioni ma anzi le accentuano. Penso a categorie come quella degli anziani o quella dei non autosufficienti. Sarebbero esse sì discriminate se avessimo approvato una legge di questo tipo”.
L'IdV, dal canto suo, difende la decisione di non aver voluto rimandare la legge alla Commissione: “C'è stato un anno di aggiustamenti su questo testo che è stato, tra l'altro, redatto a più voci, compresa quella della maggioranza - afferma il vice presidente della commissione Giustizia Federico Palomba. – Questa richiesta ci sembra dilatoria: le lobby omofobe sono in lavoro permanente”.
Lo sgomento per la bocciatura della legge Concia ha colpito tutto il popolo lgbt, che spontaneamente ha organizzato tempestivamente incontri per questa sera martedì 13 ottobre, in segno di protesta verso l’affossamento del testo che avrebbe permesso di inserire tra le aggravanti di reato i fatti commessi per ‘finalità inerenti l’orientamento e la discriminazione sessuale’.
Le autoconvocazioni del 13 ottobre fino ad ora organizzate sono state a:
ROMA
Ore 21.00, Piazza Montecitorio
MILANO
Ore 21.00, Piazza Duomo
BOLOGNA
Ore 21.30, Piazza del Nettuno
TORINO
Ore 21.00, Piazza Castello
Tutti i partecipanti sono invitati a portare una candela.
Qui sotto il testo della pregiudiziale dell'UDC (oppure scarica il file .doc)
QUESTIONI PREGIUDIZIALI
Modifica all'articolo 61 del codice penale, concernente l'introduzione della circostanza aggravante relativa all'orientamento o alla discriminazione sessuale.
N. 1
Seduta del 13 ottobre 2009
QUESTIONE PREGIUDIZIALE DI COSTITUZIONALITÀ
La Camera, premesso che:
il testo unificato delle proposte di legge n. 1658 e 1882, recante l'introduzione nel codice penale della circostanza aggravante inerente all'orientamento o alla discriminazione sessuale, presenta profili di violazione della Carta costituzionale;
1. (violazione dell'articolo 3 della Costituzione) - la disposizione viola il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto: l'inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall'articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all'orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo eccetera; non essendo possibile accertare nell'interiorità dell'animo l'autentico movente che spinge alla violenza, ne conseguirebbe che chi subisce violenza, presumibilmente per ragioni di orientamento sessuale, riceverebbe una protezione privilegiata rispetto a chi subisce violenza tout court. Si introdurrebbe quindi un trattamento diverso nella commissione di delitti non colposi senza alcuna ragionevole giustificazione;
2. (violazione dell'articolo 25 della Costituzione) - la norma si pone in contrasto con l'articolo 25 della Costituzione in quanto, in assenza di una nozione di orientamento sessuale, la circostanza aggravante, nella parte in cui dà rilevanza all'orientamento sessuale, viola il principio di tassatività della fattispecie penale, a tal fine si evidenzia come dell'espressione «orientamento sessuale» non sia data una definizione, né sia rinvenibile nell'ordinamento penale. L'espressione è estremamente generica in quanto può indicare fenomeni specifici come l'omosessualità oppure, più in generale, ogni «tendenza sessuale» comprendendo anche incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, masochismo e qualsiasi altro genere di scelta sessuale, che nulla ha a che vedere con l'omosessualità; inoltre l'indeterminatezza concettuale dell'espressione orientamento sessuale non consente di individuare le fattispecie meritorie di una particolare tutela. Nel caso di specie la norma prevede come circostanza aggravante di reato una posizione soggettiva della persona offesa che non sempre appare meritevole di una tutela differenziata. Per comprendere appieno la censura di costituzionalità si osservi che ad oggi con riferimento alle particolari condizioni delle persone offese sono previste aggravanti unicamente per fatti commessi contro pubblici ufficiali, persone incaricate di pubblico servizio, persone rivestite della qualità di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato, ovvero contro un agente diplomatico o consolare di uno Stato estero nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio. Orbene, è di tutta evidenza che a differenza della disposizione in esame nei casi citati si tratta sempre di posizioni oggettive: la particolare qualità della persona offesa giustifica ictu oculi un aggravio di tutela in relazione alla particolarità delle funzioni svolte. Anche nelle ipotesi, pur presenti nell'ordinamento e derivanti dall'adempimento di obblighi internazionali, di aggravanti che si applicano quando il fatto è commesso per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, si fa sempre riferimento a circostanze oggettive circa le condizioni della persona offesa,
delibera di non procedere all'esame del testo unificato delle proposte di legge n. 1658-1882-A.
n. 1. Vietti, Buttiglione, Rao, Capitanio Santolini, Volontè, Ciccanti, Compagnon, Naro.
13 OTTOBRE 2009 - ore 16.00
Il testo Concia che intende inserire nel codice penale l'aggravante dell'omofobia tornerà all'esame della commissione Giustizia di Montecitorio. È quello che Pdl, Lega e Udc hanno richiesto, stando a quanto è emerso dalla riunione del Comitato dei nove, riunitosi oggi, all'indomani della discussione generale in Aula.
“Se si tratta di fare un piccolo 'sacrificio' per elimare il testo e risolvere i problemi all'interno della maggioranza va bene a patto che lo si faccia in tempi molto stretti. Questo rinvio non può essere la pietra tombale per il provvedimento. Tra 15 giorni al massimo chiederemo che venga calendarizzato nuovamente per l'Aula” ha spiegato Donatella Ferranti, capogruppo Pd in Commissione. “Faccio appello a tutti affinché il tempo in Commissione sia brevissimo perché il Paese ci sta guardando. Da donna omosessuale dico che questo Parlamento deve dire una parola chiara su un reato odioso che mette a repentaglio l'articolo 3 della Costituzione. Non voglio fare propaganda, ma guardare dritta all'obiettivo, quello di far fare all'Italia un passo avanti” ha detto invece Anna Paola Concia, relatrice del testo di legge.
“E' una richiesta dilatoria delle lobby omofobe che sono sempre attive. Si vada in Aula e ognuno si assuma la responsabilità davanti al paese, il Parlamento abbia il coraggio di decidere” ha fatto sapere Federico Palomba, Idv, mentre Enrico Costa, del Pdl, ha definito di buonsenso il rinvio: “il testo rischia di essere bocciato con il voto della pregiudiziale di costituzionalità dell'Udc, che può avvenire a scrutinio segreto”.
Fonte: gaynews
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12 OTTOBRE 2009

Questa legge non s'ha da fare.
La legge anti-omofobia, ovvero la legge che introdurrebbe l'aggravante della discriminazione per orientamento sessuale nella repressione degli episodi di violenza discriminatoria, è stata dibattuta oggi a Montecitorio. Presente il Ministro Carfagna, sostenitrice della proposta di legge di cui è relatrice in Commissione Giustizia Anna Paola Concia (PD). Assenti gli altri relatori della Commissione Giustizia. A scanso di polemiche, sia il Pd sia l'Italia dei Valori si sono detti a favore. Si è pronunciata a sfavore l'UDC. Mentre ambigua è parsa la posizione della PDL, con l'On. Santelli (PDL) che in aula ha posto il seguente quesito "E se un pedofilo che ha già scontato la sua pena esce dal carcere e lo pestano perché omosessuale anche lui beneficerà di questa legge?".

La Santelli ha poi chiesto che il provvedimento torni in Commissione, sollevando dubbi sulla definizione di "orientamento sessuale". Il testo di legge comunque non è privo di difetti. Al punto che anche la Commissione Affari Costituzionali ha manifestato dubbi. Il Ministro Carfagna, anche, ha spinto per un ritorno della legge in Commissione, auspicando una maggior adesione del testo al Trattatto UE di Lisbona (come mai solo adesso, Ministro, le viene in mente ciò?). In sostanza, come aveva già sospettato Anna Paola Concia venerdì scorso a Montecitorio durante la conferenza sul Matrimonio Gay dell'Associazione Radicale Certi Diritti, questa legge chiama a raccolta forze oscure, che si muovono nell'ombra e attraverso sofismi linguistici ne ostacoleranno l'approvazione, senza che nessun partito si prenda la responsabilità di aver ancora una volta negato una sacrosanta legge di civiltà. Nel frattempo le coppie gay vengono quotidianamente pestate nelle strade.
Giuliano Federico
Ascolta la seduta della Camera dal sito di Radio Radicale.
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fonte gay.tv