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Gli interventi dei consiglieri sull’OdG presentato da Tesauro (Verdi) PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Dell'Amico   
Sabato 15 Marzo 2008 00:00
Di seguito la sintesi degli interventi nel comunicato predisposto dal
Comune di Modena. Ci sono però delle "perle" che non sono state
riportate ma appensa sarà disponibile l'intera discussuione ve la
metteremo a disposizione e potrete valutare voi personalmente.





Il dibattito in Consiglio comunale sulla proposta di contribuire
all’istituzione di una Giornata internazionale contro l’omofobia da
celebrarsi il 17 maggio di ogni anno ha preso il via con
l’interventodel primo firmatario dell’Ordine del Giorno, Mauro Tesauro
(Verdi), che ha illustrato il documento: "Questa - ha sottolineato - è
una proposta su cui chiediamo l’unanimità, perchè la cosa pertiene al
terreno dei diritti, del diritto di chiunque ad esistere, a prescindere
dagli orientamenti sessuali".

E’ stata poi la volta di Achille Caropreso
(Indipendente), secondo cui l’omofobia si sta facendo largo soprattutto
nelle scuole e quindi quello è il terreno su cui lavorare, seguito da Enrico Artioli
(Pd), che ha ribadito che l’obiettivo è quello di "fare riferimento
alla Costituzione, poiché all’articolo 3 ci sono le basi per
l’uguaglianza senza distinzioni di sesso e religione ecc. ".
L’importante è creare un clima su queste problematiche. Estremizzare i
toni come nel gay pride non aiuta ad affrontare il tema. Il documento
èimpostato correttamente e merita voto a favore".

Rosa Maria Fino
(Società Civile) - che ha citato la vicenda del "Pacchetto sicurezza" e
della norma contro la discriminazione di genere - ha messo in evidenza
il fatto che nel documento "non si sottolineano le colpe dei politici
nella creazione di questo clima. Compito del politico è adottare tutti
i sistemi di difesa dei diritti civili, tra cui la non discriminazione.
Lo dico in relazione alla questione del Pacchetto Sicurezza, in cui in
difesa di un concetto di coscienza di voto si rifiuta il voto ad un
emendamento con cui si condannavano le discriminazioni di genere. I
politici imparino a discernere la fede dalla difesa dei diritti civili".

Eugenia Rossi
(Pd) ha invece citato la situazione di Londra, città in cui "vengono
denunciate aggressioni fisiche e verbali contro gli omosessuali, il 45%
di questi subisce violenze e 1 su 5 subisce aggressioni fisiche e
verbali. Londra è la città in cui si è sposato Elton John, quindi se
queste cose succedono a Londra immaginiamo cosa possa succede nel resto
del mondo". Per la consigliera del Pd "bisogna superare la convinzione
americana secondo cui l’omosessualità va ricercata nel dna, ma anche
quella europea che guarda invece alle cause dell’ambiente. La questione
va superata e deve divenire questione politica, cioè che le persone
sono persone, indipendentemente da tutto.Questo è il centro. La
politica viene rivolta agli individui". EugeniaRossi ha infine
sottolineato che "in Italia sono soprattutto i ceti bassi a subire le
discriminazioni" e che "la famiglia, la scuola e la società non sono
preparate ad affrontare il tema".
Per Teodoro Vetrugno
(Ds) "il tema attraversa le coscienza di tutti noi, nessuno Stato
civile può permettersi di avere ragazzi discriminati per una scelta, mi
auguro quindi che questo Ordine del Giorno trovi largo consenso.
Sarebbe utile evitare contrapposizioni. Non apprezzo la
contrapposizione della Fino tra cattolici e laici, non fa bene a
portare a casa nessun risultato. Sottoscrivo invece l’intervento di
Artioli".

Sergio Rusticali (Sdi)
si è rivolto a Vetrugno per "ricordargli che" se questo Ordine del
Giorno è firmato da tutti i capigruppo, una ragione ci sarà, anche
perchè ognuno dei firmatari ha accantonato il pericolo a cui lei
accennava. Neanche la Fino ha accennato alla questione dei laici e
cattolici, ma solo al fatto che a differenza di quanto avvenuto
altrove, a Modena abbiamo avuto una posizione comune della
maggioranza".
E’ stata quindi la volta di Mauro Manfredini
(Lega Nord), che ha ribadito come "la Lega non intende discutere le
scelte sessuali personali che, quando non offendono ilcomune pudore,
sono lecite. Ma è sbagliato attribuire un riconoscimento pubblico al
gusto erotico di un cittadino. La Costituzione all’articolo3 prevede
giustamente che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale senza
distinzione di razza, di opinione politica e di condizioni personali e
sociali. Quindi lo Stato deve solo assicurare che nessuno venga
discriminato e che abbia uguali diritti nel cammino di partecipazione.
Impegnare invece energie e risorse per convincere le persone che
determinati comportamenti sessuali rientrino nella normalità, deborda
dai compiti dello Stato. Solo per accontentare la lobby gay è sbagliato
- ha aggiunto - Secondo questa logica, domani potremmo trovarci di
fronte al riconoscimento della lobby dei pedofili. Ognuno si organizza
in una lobby e chiede più spazio. Lo Stato - ha concluso Manfredini -
deve adoperarsi per la famiglia naturale. L’Italia non deve permettere
che le proprie minoranze vengono discriminate, ma neanche andare
all’esaltazione di gusti individuali, quali essi siano".
Michele Barcaiuolo
(An) ha definito"fuorviante" la premessa del documento, poiché "la
risoluzione del parlamento europeo è un atto politico di un organo che
non ha potere esecutivo, quindi non si dica che l’Italia è
inadempiente. Un conto è se fosse un regolamento, altro è se una
risoluzione. In secondo luogo -ha aggiunto - non condivido il
dispositivo perché si punta, come nel famigerato pacchetto sicurezza
che per fortuna non ha avuto la luce, a cose che non hanno niente a che
vedere con il sacrosanto orientamento di chiunque".
Ivo Esposito
(Forza Italia) ha invece sottolineatoche "tutti, compreso il
centro-destra, accettano il fatto che l’omosessualità non sia una
malattia. Sapete chi lo fa? La regioneToscana, che ha fatto un
volantino contro l’omofobia, con un bambino marchiato come "omosexual".
Non troviamo giusto che per una cosa naturale si crei una giornata ad
hoc, come se quella cosa debba essere tutelata, come se dovessimo
tutelare chi è miope o mancino".
Il dibattito è proseguito con l’intervento di Alberto Caldana
(Pd),secondo cui "L’Ordine del Giorno è condivisibile proprio per le
motivazioni che Manfredini ha usato per convincerci del contrario.
Occorre non solo dire che non si discrimina, ma mettere in campo azioni
positive, altrimenti è solo una dichiarazione. Anche a me - ha
aggiunto- non sono piaciuti gli interventi di Fino e Rusticali. Si sono
sottolineati temi che non centrano, tipo il dibattito alle camere sul
tema della sicurezza, che rischiano di portare all’interno di questa
discussione temi che so che sono allettanti, ma non contribuiscono alla
fase di cui stiamo discutendo. E’ importante che forze di maggioranza
facciano un testo comune e che lo facciano opponendo alle tesi del
centro destra ragioni forti".
L’assessore alle politiche per la Salute, Simona Arletti,
è intervenuta per ricordare che "quanto richiesto nel documento è in
linea con la discussione del parlamento europeo, tanto che il 22 aprile
del 2007 è stata approvata la risoluzione sull’omofobia in Europa che
sottolinea la comunità di valori, il rispetto delle libertà individuali
e altre garanzie delle persone. Si ricorda che alla base del trattato
europeo si indica già il17 maggio come il giorno in cui proporre una
riflessione sui temi dell’omofobia - ha concluso - Anche io non amo le
giornate internazionali, però danno la possibilità di fare il punto
sull’attuazione delle tematiche proposte".
Il dibattito si è concluso con la dichiarazione di Andrea Leoni
(Forza Italia), secondo cui "Ognuno di noi è d’accordo sul fatto che
vada punita ogni violenza o istigazione alla violenza verso chiunque.
Detto questo, si deve partire e tornare indietro perché questo Ordine
del Giorno fa parte della tendenza ideologica della sinistra europea
dopo quello che èstato il grosso fallimento della sinistra, cioè il
comunismo. Non potendo più inseguire la vecchia ideologia - ha
evidenziato - adesso seguono l’ideologia dei presunti diritti negati.
Però qui in Italia non ci sono leggi contro le persone che hanno
caratteristiche omosessuali. Diventa stolta e sciocca la moda dilagante
di inseguire questi orientamenti sessuali dei gender. Non vorrei che
fosse l’inizio di una china inaccettabile che vede la nostra società
entrare in un delirio relativista senza dare alle cose un nome e un
cognome. In Italia non c’è omofobia. I diritti sono garantiti, non si
capisce veramente quale sia la necessità di introdurre una finta
ricorrenza per garantire diritti che sono garantiti a tutti. La
strumentalità - ha proseguito Leoni - è quindi lampante per chi ha
onestà intellettuale. Io non cito il capolavoro del delirio del
pacchetto sicurezza alla Camera, perchè è una delle pagine più nere del
parlamento. Quindi noi non solo non vogliamo votare a favore, voteremo
contro la strumentalità che ha questa sinistra nel voler affibbiare
ruoli. Pertanto - ha concluso - è un Ordine del Giorno che va respinto
in toto. Ci auguravamo che dopo l’infortunio in parlamento della
sinistra, questo non potesse arrivare da noi. Infine, un ultimo inciso:
una risoluzione non è in alcun modo vincolante.
 
 

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